Federprivacy

 
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
  • default color
  • green color
  • blue color

Lavoro & Professioni: 100.000 aziende hanno bisogno di esperti di privacy

E-mail Stampa PDF

Tra quelle obbligate per legge e quelle chiamate ad adeguarsi per rimanere competitive, con il Regolamento UE le aziende avranno bisogno di esperti di protezione dei dati e privacy officer. In attesa di specifiche norme UNI per definire gli standard professionali, competenze sotto la lente degli head hunter, che dovranno ingaggiare consulenti in grado di evitare multe severissime che potranno arrivare a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato globale dell'azienda.

Firenze, 22 dicembre 2015 - Dopo quattro lunghi anni di tira e molla a Bruxelles, l'iter del Regolamento Europeo é finalmente arrivato al traguardo, e con l'accordo raggiunto nei negoziati finali del 15 dicembre la nuova normativa sulla protezione dei dati diventa adesso una realtà.

Oltre che misure più adeguate per tutelare la privacy dei cittadini nell'era digitale, la nuova normativa sulla protezione dei dati personali introduce le tanto attese regole che permetteranno alle imprese italiane ed europee di giocare la partita del mercato unico digitale alla pari con le aziende che hanno sede fuori dall'area UE, colossi americani del web compresi, che avranno due anni di tempo per conformarsi.

Secondo le stime dell'Osservatorio di Federprivacy, con 20mila pubbliche amministrazioni, circa 25mila imprese che attualmente dichiarano di trattare dati soggetti a rischio elevato, e 3.500 grandi aziende operanti sul territorio nazionale, arriveranno a quasi 50.000 le aziende e le pubbliche amministrazioni che rientrano direttamente nell'obbligo normativo di nominare un responsabile della protezione dei dati.

"A prescindere dai parametri dettati dal Regolamento UE per stabilire se ricadono o meno nell'obbligo di nominare un responsabile, le aziende che per restare competitive dovranno necessariamente adeguarsi ed avere le carte in regola per giocare la partita del mercato digitale sono molte di più: basti pensare alle 75mila aziende italiane che operano già nei settori dell'ICT, che adesso dovranno avvalersi di privacy officer ed altri professionisti specializzati della materia in grado di affrontare una normativa complessa con problematiche che non possono essere gestite da consulenti improvvisati o da dipendenti tuttofare - spiega il presidente di Federprivacy, Nicola Bernardi - Anche professionisti con una conoscenza meramente accademica non completata da competenze specifiche e comprovate, esporrebbero le aziende a rischi di sanzioni pesantissime. Dati alla mano, ci sono quindi oltre 100mila aziende che necessiteranno di professionisti della privacy, ma a condizione che coloro che si propongono come esperti della materia rispondano alle reali esigenze di mercato, perché le aziende dovranno essere molto selettive."

Con il Regolamento Europeo violazioni ed errori costeranno infatti cari ai trasgressori, con multe severissime che potranno arrivare a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato globale dell'azienda, e affidare la consulenza al professionista sbagliato potrebbe risultare un errore fatale.

Una difficoltà in più che dovranno affrontare le aziende e le agenzie di recruiting‎ nel processo di selezione, viene dal fatto che non esiste al momento un albo ufficiale dei professionisti della privacy e neanche standard riconosciuti, e chiunque si può potenzialmente proporre come esperto di privacy o data protection officer.

Un importante contributo per fare chiarezza sul mercato, verrà dalla pubblicazione di specifiche norme tecniche, per le quali i lavori stanno procedendo in UNI con l'obiettivo di definire precisamente nei prossimi anni  gli standard che dovranno rispettare i professionisti della privacy.

Nel frattempo, Federprivacy iscritta presso il Ministero dello Sviluppo Economico come associazione professionale ai sensi della Legge 4/2013, si è comunque attivata elaborando un proprio disciplinare, attraverso il quale i professionisti possono ottenere la certificazione rilasciata dal TÜV Examination Institute. Coloro che hanno iniziato il processo di certificazione sono oltre 1.000, e di questi quasi 300 hanno già ottenuto il riconoscimento dell'ente tedesco.

Comunicato Stampa del 22 dicembre 2015

Per appronfondimenti, vedasi anche:

 

 

e-max.it: your social media marketing partner
Ultimo aggiornamento ( Sabato 02 Gennaio 2016 20:25 )  

I nostri sostenitori

Newsletter

Rimani aggiornato con le nostre news periodiche
captcha 
Privacy e Termini di Utilizzo
Ho letto l'informativa e presto il mio consenso

Cerca nel sito

Statistiche Utenti

Totale iscritti : 5243
Membri online : 0
Mese corrente : 10 iscritti

Cerca un iscritto


Cerca :
Categoria
Provincia
Regione

Cerca Delegato

Mappa dell'Italia Puglia Molise Campania Abruzzo Marche Lazio Umbria Basilicata Toscana Emilia Romagna Calabria

Visitatori Online

 869 visitatori online

In evidenza: la certificazione di Privacy Officer

Aziende ed enti che aderiscono a Federprivacy


Sapresti rispondere?

Una violazione alla privacy comporta il risarcimento del danno?
Chiunque cagiona un danno ad altri per effetto del trattamento di dati personali è tenuto al risarcimento ai sensi dell'articolo 2050 del Codice Civile, (esercizio di attività pericolose  - art. 15 Codice della Privacy). Ai sensi dell'articolo 2050 del Codice...
Leggi tutto 19175 Visite 0 Voti

Le Notizie di oggi

Community

Altre discussioni »

 869 visitatori online