D’ora in poi i milanesi sono “invitati” a usare sacchetti trasparenti per i rifiuti indifferenziati, e dal 15 maggio l’invito diventerà addirittura un obbligo. E la disputa, inevitabile, è questa: ha più valore l’interesse pubblico a una raccolta differenziata efficiente, o invece la privacy?
Non c’è dubbio che la trasparenza è da tutti ritenuta un concetto positivo. E c’è anche da dire che la raccolta differenziata a Milano lascia a desiderare: è al 34% (dato 2010), e per legge dovrebbe raggiungere il 65%.
Ci sarà comunque di sicuro chi non gradirà di dover mostrare agli occhi dei vicini il contenuto della propria pattumiera. Avanzi di cibo, confezioni di medicinali, assorbenti igienici, eccetera. Il Garante della privacy, nel 2005, ha già definito come “non proporzionato” l’uso dei sacchetti trasparenti, pur considerando rilevante l’interesse a una raccolta efficiente. In ogni condominio, però, si combatte da anni una battaglia difficile contro i furbi o scemi o disattenti che ficcano i rifiuti a caso nei diversi contenitori. Le multe dell’Amsa fioccano, e sono a carico di tutti. Tutto lascia presagire che il dibattito non si estinguerà rapidamente: meglio la trasparenza o meglio la privacy dei cittadini?
Fonte: La Repubblica
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