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Dopo il Privacy Day: La privacy del paziente fa bene alla sanità

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Il trattamento dei dati personali nella sanità è di casa. Non solo perché l’attività sanitaria presuppone la gestione di un ingente quantitativo di dati personali di natura sensibile ma anche per almeno tre profili che vorrei affrontare nel corso di queste mie brevi riflessioni: a) il bilanciamento dei valori, b) il potere di controllo del paziente “interessato” e c) la soluzione di metodo per adempiere all’assetto regolamentare in ambito sanitario. Scopo di queste note è dimostrare che la protezione dei dati è un “must” per salvaguardare la salute sia del sistema sanitario sia dei pazienti.

A.Bilanciamento dei valori - La disciplina data protection è basata su una normativa che ricerca continuamente un giusto equilibrio tra molteplici interessi e valori. Situazione questa che si rispecchia in modo particolare nel contesto sanitario. Già dalla semplice lettura della nostra Carta costituzionale emerge la necessità della individuazione di un giusto equilibrio, ad esempio, tra le esigenze di tutela della salute individuale e di quella pubblica, tra la libertà di iniziativa economica e la regolamentazione normativa dell’attività prescrittiva dei medicinali, oltre alle esigenze di salvaguardia della volontarietà del trattamento sanitario e della difesa della dignità del paziente. La necessità del giusto equilibrio tra valori apparentemente contrapposti rende possibile una particolare sintonia tra la disciplina sanitaria e quella della tutela dei dati personali.

B.Il potere di controllo del paziente “interessato” – Diversamente da altri contesti nei quali il potere di autodeterminazione informativa del soggetto interessato rischia di degenerare in un processo di banalizzazione, il consenso all’uso dei dati personali del paziente per finalità sanitarie risponde in modo soddisfacente allo scopo di permettere una scelta libera ed informata da parte dell’interessato. Le cause possono riscontrarsi in due principali fattori:

  1. l’interazione diretta del paziente con un professionista sanitario in grado di veicolare l’informazione privacy ed eventuali supplementi conoscitivi
  2. la possibilità per il consenso privacy di “scorrere” nello stesso alveo esperienziale acquisito grazie al consenso informato al trattamento sanitario; quest’ultimo rimasto abbastanza al riparo da attacchi di banalizzazione.

Di conseguenza, nel contesto sanitario il potere di autodeterminazione informativa registra un elevato tasso di effettività tale da assicurare un alto livello di controllo da parte del-paziente riguardo all’uso dei propri dati personali da parte di strutture e professionisti sanitari.

C.Il complesso sistema regolamentare della sanità – Vi sono molti modi di affrontare la complessità della regolamentazione del sistema sanitario. Vorrei citare 5 prospettive che richiedono approcci disciplinari altamente specialistici e di complessa articolazione: il miglioramento delle cure, il contenimento della spesa sociale, la ricerca sanitaria, la commercializzazione dei farmaci, la tutela della salute sul luogo di lavoro. Il processo di perfezionamento delle terapie fa ricorso alla genetica, alla sanità elettronica ed alla geomedicina, tanto per citare alcuni esempi in cui la qualità terapeutica può registrare più alti tassi di sviluppo. Si tratta di settori che hanno significativi impatti sulla gestione dei dati personali dei pazienti, i quali, in assenza di un’adeguata disciplina, possono subire gravi illeciti ed abusi. Innovazione e sanità elettronica rappresentano soluzioni anche per contenere l’ingente spesa sanitaria senza intaccare i livelli qualitativi del servizio pubblico. Loro tramite si può monitorare il servizio reso e contrastare l’iperprescrittività. Il perseguimento di questi obiettivi non deve avvenire a scapito della volontarietà e dignità del paziente. Analoghe considerazioni possono farsi nell’ambito della ricerca medica ed in quello della commercializzazione dei farmaci. In quest’ultimo ambito, peraltro, la particolare filiera formata da case farmaceutiche, informatori scientifici, medici e farmacisti ha fatto registrare l’esistenza di macro-aree di attività sensibili al rischio reato ricorrenti in clamorose inchieste di “malasanità”. Casi che comportano la responsabilità dell’azienda ospedaliera o dell’impresa farmaceutica ai sensi del decreto 231 del 2001. Una sola soluzione operativa può tenere sotto controllo una situazione così poliedrica e prevenire il rischio della commissione di illeciti di varia natura: la realizzazione da parte delle aziende sanitario-farmaceutiche di un modello organizzativo di conformità integrata, costruito sulla base del censimento delle attività svolte, dell’analisi dei rischi riscontrati, di un’adeguata politica di gestione delle informazioni e dei relativi flussi, della determinazione di regole, procedure, presidi e ruoli soggettivi, del sistema di sicurezza e sanzionatorio.

Per queste ragioni, a mio parere, il sistema a tutela dei dati personali salvaguarda la salute sia del sistema sanitario sia dei pazienti.

Articolo a cura di Rosario Imperiali - www.imperiali.com

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 21 Maggio 2012 15:28 )  
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