E' un fenomeno preoccupante quello che si sta verificando negli Stati Uniti: a insaputa della vittima, i ladri di identità compilano false richieste di rimborsi fiscali chiedendo e intascando loro i rimborsi, causando danni erariali per centinaia di milioni di dollari.E ormai non si può più parlare di casi isolati, visto che le denunce si susseguono.A quanto pare sono molti gli spacciatori e i rapinatori 'convertiti' a questo tipo di crimine che non richiede uso di armi e che ha come vittima il fisco. Anche la pena, per ora, è abbastanza mite.
Ai criminali basta impossessarsi, non solo elettronicamente ma anche fisicamente, dei dati anagrafici e del numero di previdenza sociale di una persona per richiedere al suo posto online i rimborsi al fisco. Rimborso puntualmente spedito, con precisione e velocità tutta americana dall'IRS (Internal Revenue Service) all'indirizzo fornito, quasi sempre una casa sfitta o abbandonata.
Il rimborso viene pagato con assegno o con carta di debito, che è però difficilmente tracciabile e bloccabile. Quest'ultima modalità di pagamento è stata adottata dall'IRS proprio per aiutare le persone che non hanno il conto corrente,
soprattutto gli anziani.
Dal 2008 al 2011 il numero di false richieste fatte da ladri di identità individuate dal Fisco Usa è aumentato considerevolmente. L'anno scorso sono state intercettate 1,3 milioni di false domande e quest'anno, con la revisione appena al 30% del totale, i tentativi di frode intercettati sono stati già 2,6 milioni. L'I.R.S. sta rafforzando il suo personale investigativo, che va ad affiancarsi alle task force dei vari Stati, come quella creata appositamente in Florida per contrastare il fenomeno.
Fonte: La Repubblica
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