
Skype è da sempre stato considerato un mezzo di comunicazione “sicuro” per i criminali, o più semplicemente per chi desiderava mantenere la riservatezza delle proprie conversazioni, in quanto non permette alle forze dell’ordine di intercettare le conversazioni. Ma qualcosa pare sia cambiato dopo che il noto client Voip è stato acquistato da Microsoft per 8,5 miliardi di dollari.
Infatti se fin dal 2003, anno della sua nascita, Skype ha sempre utilizzato un sistema che cifra la trasmissione dati e una complessa architettura peer-to-peer, e tutti i tentativi compiuti finora per intercettare le conversazioni sono miseramente falliti, ora i 663 milioni di utenti sparsi in ogni parte del globo potrebbero non essere più sicuri al 100% della loro privacy.
Secondo quanto riporta Forbes, un mese dopo l’acquisto da parte del colosso di Bill Gates, il Patent and Trademark Office degli Stati Uniti ha concesso un brevetto a Skype relativo ad una tecnologia che permette di registrare le comunicazioni (di fatto un keylogger) trasmesse mediante un software VoIP. Non è comunque possibile confermare in modo inequivocabile se questa tecnologia sia stata integrata in Skype.
Tuttavia, la policy per la privacy di Skype afferma che l’azienda può fornire i contenuti delle conversazioni alle forze dell’ordine, se richieste. E questo sembrerebbe confermare che gli stessi contenuti delle conversazioni siano nelle disponibilità di Skype. In più, un portavoce di Skype ha dichiarato che l’azienda collabora con le forze dell’ordine, senza tuttavia confermare l’esistenza di una tecnologia per l’ascolto delle conversazioni tra gli utenti.
In attesa di vederci più chiaro (se mai sarà possibile) in questa vicenda che lo stesso Forbes definisce "terrificante", possiamo fare poco o niente per difendere la nostra privacy. Rimane solo di prestare attenzione a ciò che diciamo nelle nostre conversazioni, perché qualche orecchio indiscreto potrebbe anche ascoltarci a nostra insaputa.
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